Idem

IDEM
Io contengo moltitudini

 

Ideazione e regia MICHELE ABBONDANZA

Coreografia e costumi MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

interpretazione e collaborazione alle coreografie FABIO CAPUTO, SARA CAVALIERI, CECILIA FRANCESCA CROCE, FILIPPO PORRO

stagiaire NICOLETTA BELLAZZI

elaborazioni musicali ORLANDO CAINELLI

disegno luci e direzione tecnica ANDREA GENTILI

esecuzione tecnica CLAUDIO MODUGNO

organizzazione, strategia e sviluppo DALIA MACII

amministrazione e coordinamento FRANCESCA LEONELLI

ufficio stampa SUSANNA CALDONAZZI

comunicazione FRANCESCA VENEZIA

produzione COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI

Partnership con l’Accademia Professionale Danza Milano - Centro ArteMente

con il sostegno di

MiC - DIREZIONE GENERALE SPETTACOLO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – SERVIZIO ATTIVITA’ CULTURALI

COMUNE DI ROVERETO - ASSESSORATO ALLA CULTURA

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO

Il sottotitolo “Io contengo moltitudini” è tratto da una poesia di Walt Withman.

Idem è una delle infinite e possibili messinscene della verità tra quattro esseri umani. Diamo forma alle moltitudini che li attraversano presentando iconografie di gruppo e morfologie di identità personali tramite continue migrazioni di spazi, luoghi e personalità.

Idem è una danza di forme ed espressioni, atteggiamenti e attitudini che percorrono continuamente il corpo e il viso degli interpreti. Il movimento implode dentro di loro senza mai trovare una via d’uscita.

Idem è vibrazione di un corpo e più corpi, di un nome e della sua assenza. Creature tarantolate che urlano il loro essere mille in uno e che trovano identità e condivisione nella compulsività della relazione.

Idem è fatto di sensi con cui il pensiero si identifica, di ansie, di piaceri e di paure. Di mille nascite, piccole morti e di una sola resurrezione finale.

I personaggi non assomigliano mai a sé stessi perché attingono continuamente al passato e contemporaneamente allucinano il presente, non potendo che restituire forme distopiche e irrisolte.
La loro memoria condizionata rivela una realtà scenica che riflette come in specchi deformanti, una moltitudine di loro “io”, moltiplicati a loro volta in un caleidoscopico gioco al massacro e di rinascita. Non possono tragicamente fare a meno l’uno dell’altro perché sono “Idem”: la stessa cosa.

Con questo spettacolo vorremmo lasciare libero spazio per una libera forma a queste voci in un flusso liquido e continuo di “identità” che germogliano, sfioriscono e si incrociano prendendo contorno e contenuto per una visionaria metafora ballata del vivere.

 

IO È UN ALTRO    (2022-2023-2024)

Progetto triennale sul concetto di ’identità

“…Voglio essere poeta, veggente. Si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi…È falso dire “Io penso”, si dovrebbe dire “Mi si pensa”. Scusi il gioco di parole: Io è un altro”

Lettera del veggente. A.Rimbaud

Intendiamo come “identità” quell’insieme di caratteristiche che rendono una persona unica ed irripetibile nella percezione che ha di se stessa e degli altri. Sia come entità continua o intermittente nel tempo (durata), sia come creatura libera nell’accettazione della propria sensualità psicologica e morfologica (non sempre coincidenti).

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