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Esecuzioni

Duo d'assoli.

di e con
MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI
regia
MICHELE ABBONDANZA
collaborazione al progetto
TOMMASO MONZA
luci
ANDREA GENTILI
direzione tecnica
ANDREA GENTILI e ALBERTA FINOCCHIARO
sartoria
CHIARA DEFANT
organizzazione e ufficio stampa
DALIA MACII e FRANCESCA LEONELLI
produzione
COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI
con il sostegno di
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – DIP. SPETTACOLO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – SERVIZIO ATTIVITA’ CULTURALI
COMUNE DI ROVERETO - ASSESSORATO ALLA CONTEMPORANEITA’
REGIONE AUTONOMA TRENTINO – ALTO ADIGE
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI TRENTO E ROVERETO

 

durata 60' - anno di creazione 2011

 

Doppia esecuzione di partiture coreografiche in parallelo, senza mediazione alla relazione, dalla massima lontananza possibile in 20 metri quadrati fino alla configurazione di finali pietà lontane.

Ognuno dei due interpreti segue il suo percorso nello spazio, nel tempo e nelle forme che assume a seconda degli stati d’animo che attraversa e che possono svilupparsi, regredire, ritornare ma anche sovrapporsi stratificandosi, creando quindi ancora nuove azioni come sommatoria di quelle precedenti.  Nell’ignoranza dell’altro (utopico in 20 metri quadrati), provando a restare sul proprio percorso, ben sapendo comunque di appartenere e rientrare nella stessa immagine. Nell’avvenire di queste due libere “Esecuzioni”, si percepisce un crescendo di considerazione reciproca, fino a quando i due sentieri solitari cominciano a incrociarsi, trovando inizialmente rari punti in comune e poi via via incontrandosi sempre più frequentemente; anche aggrappandosi, in questo naufragio comunicativo, l’uno all’altro come due naufraghi al legno della zattera, non per amore del legno ma per amore della propria salvezza e quindi di sé. Come già accennato, oltre che a una “libera” (una parte dell’azione sarà “aperta” e lasciata all’estemporaneità: anche in fase di allestimento, non siamo riusciti a inanellare una prova uguale all’altra), assistiamo a una “doppia” esecuzione, che, anche se composta quasi integralmente da assoli, crediamo possa appartenere alla categoria del “duo”. Chi vedrà e non solo le nostre scelte, potrà trovare i ponti o al contrario le soluzioni di continuità tra i due personaggi; Può rendere l’idea un paragone sportivo, come quello della gara di sci alpino detta “Parallelo” : i due atleti scendendo contemporaneamente uno a fianco dell’altro su due piste giustapposte, soli nel loro essere in due, immensamente concentrati su di sé, somiglianti e complici nella rappresentazione, ma aventi un solo ed unico scopo: vincere sull’altro. Qui però non c’è nessuno che vuole vincere sull’altro, competere avrebbe implicato comunque l’essere in relazione, ma per questo la lontananza può risultare ancora maggiore passando dall’iniziale, sorda e solitaria indifferenza, attraverso sprazzi e tentativi di imitazione, fino alla reciproca, fragile assistenza nelle composizioni finali di pietà lontane. Esecuzioni quindi anche del quando la vera pena capitale (alla quale il titolo, nemmeno troppo velatamente allude), potrebbe essere il comune destino del continuare “l’inesorabile danza” del vivere. Le caratteristiche, le invenzioni, le forme (quello che si dice con un brutto termine : “la cifra stilistica”) degli autori, essendo qui anche interpreti, può venir meglio isolata e visualizzata senza mediazioni e, quasi come fosse messa sotto una lente di ingrandimento, offerta a un’analisi asettica, quasi autolesionistica e spietata. Auto-costretti al passo (“Quanti dolci pensier, quanto disio/Menò costoro al doloroso passo”,Dante) double, presentiamo qui, condividendo con lo spettatore i rischi di due esecuzioni, sommarie, capitali o semplicemente danzate. (M.A.)


Qualunque ramo ha origine da un tronco, senza mai perdere di vista l’albero intero, nella terra friabile del tempo e delle cose che appaiono e scompaiono, stiamo.
Grati all’esistenza, ed alla sua insensatezza, potremo sentirci più vicini, l’uno all’altra.

Come un’ultima scena prima che il sipario separi, quando il pubblico si alza, più leggero o pesante,
lì, il corpo e la sua azione sono portatori della scintilla creativa.
Quel corpo che è, fa, evoca, è ponte per la linea drammaturgica.
Il rigore (richiesto) è da una parte stimolo salutare e dall’altra, espressione di fondamentalismo, come un bisogno di noi rimasti orfani dalla scomparsa della partecipazione collettiva.

Siamo forme che in un tempo attraversano uno spazio.
Il corpo dell’uomo è sacro e il corpo della donna è sacro.
Apparteniamo a questo luogo e ognuno ha il suo posto nella processione.
Vogliamo comprendere.
L’altro è un fine o un mezzo?  (A.B.)

“Esecuzioni è sempre poetico, quasi struggente: diverte e immelanconisce come quelle storie d’amore che non vanno mai a buon fine; non consolano, ma per fortuna fanno pensare”.
Marinella Guatterini, “Domenica –Il Sole 24 Ore”, 9 marzo 2014
 
“La loro azione scenica apre mondi altri, dà spazio all’immaginazione. La tecnica scompare per privilegiare sentimento ed emozione. È spettacolo visionario per immagini e senso”.
Daniela Morandi, “Corriere della sera”, 6 giugno 2013
 
“[…] Uno spettacolo di contatti mancati, di unità impossibili da ricostruire, di solitudine e di assenza. […] Accanto al doloroso fil rouge che percorre Esecuzioni, non mancano all’appello gli ingredienti tipici dello stile Abbondanza/Bertoni: l’ironia sottile e il gusto per il nonsense […]; lo studio profondo dell’equilibrio e dell’immobilità, le geometrie plastiche disegnate dalle incantevoli braccia della Bertoni. Ed è ben riconoscibile anche l’amore per la precisione delle immagini, la cura del disegno luci, la semplicità e allo stesso tempo l’efficacia degli elementi messi in campo sulla scena. […] Si avverte un senso di rimpianto e di abbandono assente nei lavori precedenti, che lo rende un appuntamento spiazzante e imperdibile per chi ha seguito il percorso del duo”.
 Maddalena Giovannelli, “Stratagemmi online”, 1 luglio 2014
 
“Il danzerino e la danzerina, nell’acquario del Novecento, corrono, si inseguono, si sfiorano, fanno clamori, pianto, offrono il proprio corpo […]. E il corpo quasi mai corre sul filo della logica, sempre sfugge, rompe, smargina… Astrae. Mai si guardano il danzerino e la danzerina, pesci nel liquido amniotico della memoria: sanno, confondono il sapere, la conoscenza assorbita, vissuta. Ciò che sono. Il Novecento, di quella carne loro sono. […] Corpi iconici quelli del danzerino e della danzerina, pesci in acquario dove il Tempo “conta”, l’esercizio che se ne fa, conta, a fare l’Età, l’esperienza, il bisogno della dis-armonia lasciando che la nostalgia sia porto, partenza e approdo di narrazioni, di frame da donare, semplicemente donare a chi è di là dal “vetro”-sipario, nella vita!
Mauro Marino, “Il Paese 7”, 3 novembre 2012
 
“Abbondanza e Bertoni ci insegnano attraverso il loro raffinato teatro-danza in questo elegante lavoro “Esecuzioni” che agendo immediatamente dopo il pensiero si vince la paura dei rapporti, senza però agire con impulsività, perché chi agisce con impulsività non sceglie e per scegliere ci vuole coraggio. Questo spettacolo è un guarire dalla paura di stare male nel contatto con gli altri, accettando questo malessere, parlandone con gli altri, sorridendone […]. Movimento, musica, parole, sensazioni e forza interpretativa convivono in un felice connubio. Il risultato è uno stile forte, ma contemporaneamente elegante, a tratti comico, il quale trasmette la riscoperta del corpo in armonia tra ritmo e movimento: la gioia di danzare”.
Michele Olivieri, “Dreamtime”, 24 febbraio 2014
 
“Le braccia di Antonella parlano, così come le disarticolazioni di Michele; non si può non rimanere ipnotizzati dalla loro danza e dal loro carisma”.
Barbara Palumbo, “Central Palc”, 24 febbraio 2014

 

2011.     Prima assoluta – Auditorium San Domenico  – Foligno (PG); Piccolo Teatro Nuovo – Abbiate Guazzone Tradate (VA).
 
2012.     Teatro Tatà – Taranto; Teatro Traetta – Bitonto; Cantieri Teatrali Koreja – Lecce.
 
2013.     Teatro Kismet Opera – Bari; Teatro Sociale Bergamo.
 
2014.     Auditorium Melotti – Rovereto, Pim Off – Milano; Teatro LaCucina – Milano, Teatro Petrella – Longiano (FC).
 
2015.     Teatro Comunale – Cagliari; Palacongressi – Riva del Garda (TN).