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Spartacus

il dì che più non c’è

anno di creazione 1995

coreografia
MICHELE ABBONDANZA

con
MICHELE ABBONDANZA, ANTONELLA BERTONI, MARIATULLIA PEDROTTI

musica
RHAPSODIJA TRIO
MAURIZIO DEHO’ violino
LUIGI MAIONE chitarra
GIAMPIETRO MARAZZA fisarmonica

assistente alla coreografia
ANTONELLA BERTONI

ideazione luci
CARLO MELONI

costumi
BARBARA FRIZZI e GIACOMO SEGA

consulenza alla drammaturgia
BRUNO STORI

organizzazione
BARBARA BONINSEGNA

produzione
ATERFORUM (Ferrara)
CENTRO SERVIZI CULTURALI S.CHIARA (Trento)
DRODESERA FESTIVAL (Dro)


ATTUALMENTE NON IN CIRCUITAZIONE

 

Ritratto dell’artista da saltimbanco: tre danzatori da giostra, proiettati in una vicenda di buffoneria e sensibilità, malinconia e divertimento. Le loro farse accadono nella piazza immaginaria di un paese di cartone, con un cielo di carta azzurra, in un giorno inesistente.
Il mondo è un teatrino improvvisato dove mostrano le loro meraviglie gli artisti girovaghi, aprendo una nuova striscia di realtà, con la colonna sonora di maestri musici che stanno lì, dal vivo, perché oltre tutto c’è la sfida - non è questo il senso dell’opera degli artisti in piazza? - di dimostrare fino a quale limite si arriva. E perché tutto deve essere vero, più vero del vero: veri i muscoli e più vere le acrobazie dei sentimenti.

E perché tutto è vere, allora ci si traveste. Ci si esibisce. Mi esibisco dunque sono. Dunque sogno. Sogno che ci sono. Per i veri artisti di Piazza - nani, fenomeni, uomini palla, gemelli, Spartacus, le incredibili orchestre - mostrarsi ed esibirsi è determinare e rivendicare esistenza. Esibirsi è esistere. Ci si fa guardare suscitando la stessa meraviglia che si produce in se stessi. E bisogna essere il più del più: il più grande, il più ardito, il più brutto, il più snodato, il più mostruoso, il più abile, il più acrobatico.

Ma il più grande ha una nostalgia, il più brutto un amore, il più agile un dolore: dalla loro pista straordinaria si guardano e quasi noi spettatori non ci vedono. Non fanno quello che facciamo noi; vivono stupendosi, inseguendosi, cercando sé e il mondo.
Sono come sul punto di volarsene via, tentando il balzo leggeri rimanendo inchiodati a terra.
Da dove vengono, dove vanno? Profughi di un paese nelle piazze del quale non possono esibirsi? Nomadi spinti da una nostalgia indomabile? Fingono una provenienza nobile per darsi una radice che non hanno? Senza patria, fanno di ogni piazza la loro casa. Continuano la loro storia, giorno dopo giorno, paese dopo paese dove giungono quasi di nascosto, ma preceduti da un’attesa. Stendono il loro tappeto e ricominciano.

Passano di qui, con un colpo d’ala: lasciano una scia di ricordi e di desiderio. Vengono da un nulla, tornano in un sogno e dove sono passati non lasciano niente di uguale. Sono della razza di chi va in paradiso. Hanno un destino da compiere: nel loro viaggio senza orizzonte questo conta, e dai loro gesti gronda la gentilezza di chi sa gettare i dadi della sua vita su un tappeto rosso.

 
Michele Ruele

Se amate la danza, se vi piace il teatro, se avete voglia di vedere qualcosa di prezioso, andate a vedere Spartacus: ovvero il nuovo, delizioso spettacolo firmato dal danzatore e coreografo trentino Michele Abbondanza ... Qui la coppia tocca forse la maturità ... Uno spettacolo bellissimo, durante il quale grandi e piccini ridono di gusto, spellandosi le mani dopo ogni “numero” e per il gran finale.

Emilio Guariglia, “Alto Adige”, luglio 1995

 

Michele Abbondanza è tra le presenze più importanti - per qualità espressive, intelligenza estetica, energia spettacolare, originalità creativa - del teatro danza in Italia. Spettacolo trascinante (moltissimi gli applausi a scena aperta e inarrestabile il saluto finale), Spartacus diverte con le filastrocche, i giocolieri ... Con Michele Abbondanza ci si trova ogni volta a riflettere sulle formidabili potenzialità del teatro danza, di questa forma di spettacolo malgrado tutto ancora poco nota ... Riusciranno Michele e Antonella a continuare a lavorare in Italia? Ci si augura proprio di sì: intanto Spartacus pare che continui a trasmettere energia anche solo al ricordo, caldo intreccio di bravura, pensiero e divertimento.

Valeria Ottolenghi, “Gazzetta di Parma”, agosto 1995

 

L’uomo cavallo (o leone, o elefante), lo spezzacatene, la donna serpente o l’odalisca goffamente sensuale (oltre al bravissimo e simpatico Abbondanza, eccellenti le prestazioni della Bertoni e della Pedrotti) alludono e praticano, col vigore esplicito della fisicità e del ritmo, la dimensione della trasformazione e del fantastico (forse) possibile nel dì che più non c’è da parte degli “artisti sotto la tenda del circo perplessi“.

Pasquale Bellini, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 25 ottobre 1997

 

Michele Abbondanza con il suo Spartacus, ha regalato al pubblico sessanta minuti di sorrisi, evocando l’atmosfera di uno sgangherato circo, che si porta dietro le inevitabili sensazioni di tristezza e malinconia. Tutti bravi, perché non è esercizio facile coniugare la leggerezza con il rigore tecnico che accontenti anche i palati più fini. Il pubblico l’ha capito, apprezzando l’ironia e la padronanza del palcoscenico di questo trio che ha fornito una prestazione di notevole energia interpretativa.

L.C., “L’Unione Sarda”, ottobre 1995

 

Spartacus, piccolo circo con orchestrina kletzmer. C’è tutto ciò che ci vuole, in chiave anni Trenta al sapore post-modern: cavallini, contorsionisti, clown e acrobati; e tutto e fatto con ritmo perfetto, con talento, sorrisi e bellezza. Chissà perché in Italia corriamo dietro a Cortés o a Parson.

Elisa Vaccarino, “Il Giorno”, agosto 1996

 

Ci siamo imbattuti in uno spettacolo vero e proprio: Spartacus. Sin dall’inizio si sa dove si è capitati e il divertimento sarà ancora più grande, nel corso dello spettacolo. Lo spettacolo è irrorato di invenzioni continue, è una satira garbata, spiritosissima, del circo ... Michele Abbondanza, figura straordinaria, è il danzatore più atletico del nostro teatro-danza. ... non si può fare a meno di ammirare la statura di perfetto pallavolista, con in più l’armonia, il ritmo, la grazia maschile dinoccolata del danzatore moderno, bravissimo oltre che simpatico...Artisti squisiti, non c’è bisogno di andarseli a cercare fuori, li abbiamo in casa, a portata di mano, rivelazioni di un grande teatro dell’illusione fantasioso, pirotecnico.

Alberto Testa, “La Repubblica”, agosto 1996

 

Tre artisti nell’accezione più ampia: Abbondanza meraviglioso e fragile guitto con le sue partner insostituibili, Antonella Bertoni e MariaTullia Pedrotti, offre i suoi improbabili numeri di piazza in piazza, pago di un sorriso e di un applauso.

Aurora Marsotto, “Il sole 24 Ore”, 1 novembre 1998

 

I tre danzatori sono eccezionali nella loro interpretazione e ci fanno amare ogni personaggio che volteggia davanti ai nostri occhi in una girandola di colori e trovate che vorremmo non finisse mai.

Silvia Massimino, “Sipario”, gennaio-febbraio 1999

 

Ritmate dalle melodie tzigane di musicisti vestiti a festa, le corografie del trio esplorano la contorsione dei corpi trasportati in una sarabanda lirica. ... Le componenti tradizionali del circo passano al mulinello di una fantasia che assomiglia molto a quella del cinema muto degli anni Venti.

Edwige Audibert, “Libération”, 3 agosto 2000

ITALIA

1995. Teatro Comunale – Ferrara (1° nazionale); Drodesera Festival – Dro (TN); Danza in strada - Piazza Garzetti – Trento; Teatro delle Saline – Cagliari; Palacongressi – Riva del Garda (TN);

1996. Teatro Sperimentale - Trento; Arena del Sole – Bologna; Teatro delle Vigne - Lodi; Teatro Filarmonica – Rovereto (TN); Langhirano (PR); Castello Pasquini – Castiglioncello (LI); Teatro Civico – La Spezia; Teatro Solvay – Rosignano (LI); Teatro Comunale – Casalmaggiore (CR).

1997. Teatro Comunale – Brentonico (TN); Teatro Verdi – Pisa; Teatro Sociale – Soresina (CR); Carnevale di Milano - Piazza San Fedele - Milano; Casinò Municipale – Arco (TN); Teatro Rifredi – Firenze; Piazza Duomo – Trento; Festival Adda Danza - Castello Visconteo – Trezzo d’Adda (MI); Teatro Kismet – Bari; Teatro G. Modena - Genova.

1998. Teatro al Parco – Parma; Teatro Masini – Faenza; Teatro Morlacchi - Perugia; Piazza Carducci – Sirmione sul Garda (BS); Cortile Scuole Medie - Tirano (SO); Festival Assemblea Teatro – Alba (CN); Castello di Barolo - Barolo (CN); Teatro Litta – Milano.  

1999. Teatro Curci – Barletta (BA); Teatro Sperimentale – Pesaro; Teatro Duse – Bologna; Teatro Impero – Marsala; Teatro Miela – Trieste.

2000. Teatro Valle – Roma; Piazza III Novembre – Arco (TN).

 

ESTERO

1996. Potsdammer Tanz Tage – Potsdam (Germania).

1997. Palais des Festival - Théâtre Debussy – Cannes (Francia).

1998. Comédie de Valence Centre Dramatique – Valence (Francia); Palais des Beaux Arts - Charleroi Danse (Belgio); Banana Bleu - Incontro Internazionale – Piazza - Albertville (Francia); Casinò Municipal – Biarritz (Francia); Istituto di Cultura Italiano – Caracas (Venezuela); Istituto di Cultura Italiano - Maracaibo – (Venezuela); Centro Culturale Belem – Lisbona (Portogallo).

1999. Teatro Stella d’Italia – Montevideo (Uruguay); Latina 99 - Braeburn Theatre – Nairobi (Kenya); Hilton Ballroom – Addis Abeba (Etiopia).

2000. Festival Quartier d’Etè – Parigi (Francia).