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Capricci

anno di creazione 2007

di
MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

con
ELEONORA CHIOCCHINI, CHIARA MICHELINI, TOMMASO MONZA, ANTONELLA BERTONI, MICHELE ABBONDANZA / live set: ELISA AMISTADI, MICHELE BAZZANELLA

progetto musicale
CORRADO BUNGARO, CARLO LA MANNA

musiche originali
AMISTADI, BAZZANELLA, BUNGARO, LA MANNA

luci
LUCIO DIANA

costumi realizzati in collaborazione con
RIZZI SARTORIA

direzione tecnica
ANDREA GENTILI, ALBERTA FINOCCHIARO

organizzazione e ufficio stampa
DALIA MACII, FRANCESCA LEONELLI

produzione
COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI

coproduzione
FESTIVAL ORIENTE OCCIDENTE
CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA

con il sostegno di
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – DIP. SPETTACOLO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
COMUNE DI ROVERETO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
CASSA RURALE DI FOLGARIA - FILIALE DI ROVERETO

si ringrazia
Mauro Casappa, Roberta Giordani

 

Non si cede a un capriccio poiché si ritiene l’eventuale suo soddisfacimento inutile: ecco perché questo spettacolo si chiama Capricci.

Come il pubblico seduto in platea questa sera, anche in quello che vedrete c’è chi voleva e poteva esserci. Avremmo potuto essere in otto come in due o quindici. Siamo in sette per caso e necessità. Abbiamo continuato su questa strada di necessità e casualità anche costruendo i primi pezzi e ci siamo accorti subito che non volevamo legare nulla a qualcos’altro. Né a una logica, né a un personaggio, né  le nostre azioni a un senso, né raccontare o essere particolarmente utili a qualcosa o qualcuno. Insomma quello che stava avvenendo era soprattutto un mettersi in moto, sentire la differenza tra spento e acceso e quindi partire. In cammino o fermi su di un palcoscenico-molo e non più in uno spazio, ponte per qualcos’altro.
Abbiamo sottoposto i musicisti allo stesso trattamento, non dando loro punti di riferimento ma chiedendo di attingere provocatoriamente a tutta la musica, suoni e rumori pretendendo indietro un impasto incapricciato.
Abbiamo voluto fare uno spettacolo ballato e ballabile, su niente. Che non contenesse messaggi e soprattutto non avesse niente da dire. Naturalmente abbiamo subito realizzato che non c’era niente di più utopico, che era impossibile un grado-zero di comunicazione, ma che ci si poteva avvicinare a esso attraverso passaggi di sottrazione di senso. Non so se ci siamo riusciti ma non è questo il punto che ci interessava, quanto l’esserci misurati con degli aforismi coreutici, haiku danzati, proverbi ginnici, massime gestuali: insomma capricci del corpo.

Lasciateci l’utopia di provare a rendervi felici almeno per un po’, non facendovi consumare niente, perché la gente felice non consuma.

Michele Abbondanza


CAPRICCIO – 1. Voglia o idea, che ha del fantastico e dell’irragionevole, e per lo più nasce in modo subitaneo, per leggerezza di natura o per poca riflessione. Probabilmente da CÀPRO animale di bizzarra natura, di corto cervello, ovvero come se dicesse cosa inattesa che balza la cervello, quasi salto di capra, simile al fr. VERVE che trae dal lat. VÈRVEX castrone (quantunque per altri dall’oland. WERP = WORP getto). Anzi a questo proposito citasi il lat. CAPRIZÁRE saltellare, di cui trovasi in Terenzio il participio presente: CAPRÎZANS PÙLSUS polso irregolare (che balza e saltella come una capra): quindi a lettera mossa caprina e fig. scatto del cervello.
2. Dicesi così anche quel tremore che scorre per le carni e fa arricciare i capelli pel freddo, per febbre, o per orrore di chicchessia; ma in tal caso si rannoda al lat. CAPERÁRE (mediante una supposta forma CAPERÍTICUS) corrugare, increspar la fronte (al modo delle capre) e quindi mostrare asprezza nel volto. Altri però vuol che sia contratto dall’ant. CAPORÍCCI propr. Arricciamento dei capelli del capo per paura.
Deriv. Capricciòso e i suoi dimin. Capricciosèllo; Capricciosétto; Incapricciare; Scapricciare.

C’è qualcosa di sfasciato e maniacale, e anche un frammento di discorso amoroso, nel bacio a staffetta che per interminabili minuti si perpetua con funambolismi [...]. Nel catturante catalogo dei Capricci ci sono, fra sedie rosse e fumi da concerto, i misteri gaudiosi di moti sfrenati [...], di una passerella di prodigiose smorfie facciali o anche i misteri dolorosi di una messa in croce e di contrappunti sensuali nel vuoto, a testimonianza di una nostalgia (camuffata da parodia) per un pathos, per voglie non più di moda. Ben scritto, ben fatto intendere.

Rodolfo di Giammarco, “La Repubblica”, 17 marzo 2008.

 

E’ un brillante divertissement velato di gravità [...] che manda a spasso la mente e il corpo...
La danza, che scorre fluida, propone nuclei di interesse sempre nuovi, peregrina da un groviglio di corpi (sublime il momento di inizio in cui i cinque sembrano perdersi in un eterno abbraccio in movimento) a un gioco di inciampi e contrappesi.

Maria Luisa Buzzi , “Danza&Danza”, Dicembre 2007.

 

C’è qualcosa di diavolesco nei Capricci di Abbondanza e Bertoni [...], i contatti fisici dei corpi che si inarcano, si sovrappongono in costruzioni scultoree che si disfano in abbracci che sono prove di forza. [...]
Giocosi esperimenti fisici di trasmissione dell’energia elastica da un corpo all’altro. Dondolanti marce di paperette alla Konrad Lorenz.

Gianni Manzella, “Il Manifesto”, 9 marzo 2008-03-28

 

Il traslocare del sensuale al grottesco, dal tragico al primordiale nell’esito di un ridanciano dondolio sbuffante e animalesco da homo non sapiens, fa parte della girandola di questi capricci dall’estro musicale, [...]
Il “niente” di Capricci é in realtà quasi “troppo” in cui si ammira, [...] la generosità interpretativa e l’impeccabile rigore.

Marinella Guatterini, “ Il Sole 24 ore”, 4 novembre 2007

 

Capricci arriva come un gioco di ottima qualità e godibilismo: viene necessario, dopo aver portato a guardare nell’abisso ( Trilogia “Ho male all’altro: Alcesti, Medea, Polis), mostrare una nuova strada, o donare un nuovo sguardo , a se stessi e agli altri.

Giacomo d’Alelio, “ Liberazione”, 6 novembre 2007

 

I costumi, sono abbastanza austeri. Anche questi, lo sono almeno in apparenza e dunque tutti gli elementi del gruppo indossano maglie nere e gonne rituali,come negli spettacoli africani o giapponesi, ma nascondono sotto il rigore dei tessuti dei colori accesi e mutande altrettanto variopinte.

Elena Franceschini, “ l’Adige”, 23 novembre 2007

 


La colonna sonora [...], richiama le musiche psichedeliche dei Pink Floyd, con abbondante uso di pulsazioni cardiache, sottolineate dai colori acidi delle luci che dall’alto o di taglio illuminano i danzatori, con tanto giallo, verde e fucsia. [...]
Una sorte di passione laica quindi, sfumata in un lunghissimo bacio a << staffetta>> fra i danzatori, per un’idea di abbandono sensuale, ma anche traditore.

Sandra Matuella, “Trentino”, 19 novembre 2007

 

[...] l’anima tutta dei danzatori è coinvolta nella narrazione di forme, accomunati dallo stile dei due coreografi e contemporaneamente pronti ad attingere  dal proprio vissuto, dal carattere della propria persona, che è sempre protagonista anche nei movimenti più costretti. [...]
Gli sguardi danzano con i corpi, cosa rara.

Chiara Pirri e Valentina Valentini,

 

[...] quel racconto passionale di corpi in cui man mano la danza si trasforma, quella voluttà molto intima e sensuale con cui i danzatori ci congedano nel finale, incantando il pubblico ma anche, irrimediabilmente, interrogandolo.

Isabella Sala, “Whipart”, 6 novembre 2007

 

[...] E’ quindi la danza a tornare prepotentemente al centro  del processo creativo, [...] e si tratta a tutti gli effetti di una danza bizzosa, che alterna momenti di intenso lirismo a momenti di sottile e spassionata ilarità permettendosi perfino il vizio del  finto errore, o meglio, il “capriccio” di incespicare e cadere rovinosamente sul palcoscenico. [...]
I musicisti si confrontano a tu per tu con i danzatori, non rimanendo confinati al dietro quinta ma invadendo a più riprese la scena.
[...] in sottofondo la traccia dei 24 Capricci per violino di Paganini, che vengono ibridati con un mix di campionature e, soprattutto, con vocalizzi live, in un impasto sonoro incapricciato, come lo definiscono gli autori.

Giorgia Sossass, “questotrentino.it”

2007. Vie Contemporanea Festival - Modena (prima nazionale - 19 ottobre); CRT - Teatro dell’arte - Milano; Teatro    Sociale - Trento.
2008. Auditorium Fausto Melotti - Rovereto (TN); Romaeuropa - Teatro Palladium - Roma.