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Clown Time

Teatro musicale

progetto vincitore OPER.A 20.21 FRINGE

 

progetto, drammaturgia, coreografia e scene

Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

 

consulenza musicale e al progetto, elaborazione della partitura originale

Marco Dalpane

 

musiche

Kammersymphonie nr.1 op.9 / Arnold Schoenberg

eseguita dai solisti dell’Orchestra Haydn

Mulholland Drive variations / Vincenzo Vasi, Valeria Sturba (OoopopoiooO)

 

interpreti in scena

Danzatori: Valentina Dal Mas, Giselda Ranieri, Tommaso Monza

Performer Musicali: Vincenzo Vasi e Valeria Sturba

Pianista e maestro concertatore: Marco Dalpane

 

ideazione luci e direzione tecnica 

Andrea Gentili

 

collaborazione al progetto

Tommaso Monza

 

organizzazione e amministrazione

Dalia Macii e Francesca Leonelli

 

La Compagnia Abbondanza/Bertoni si misura con il teatro musicale e affronta assieme al musicista Marco dal Pane, ai solisti dell’ Orchestra Haydn  e al duo OOOPOPOIOOO (Vincenzo Vasi  e Valeria Sturba) una elaborazione della partitura originale di Schönberg “Sinfonia da Camera 1, Opera 9”.

Il pensiero musicale di Arnold Schoenberg ha influito nel mondo di tutte le arti, oltre alla messa in discussione dell’idea di armonia, è la concezione del tempo, dimensione privilegiata della musica e alla base anche della riflessione nel mondo del cinema e del teatro. Nessuno come il regista David Lynch ha pensato il cinema come viaggio nel tempo, un tempo espanso e collassato, polverizzato e incendiato da improvvisi lampi. Comunque sganciato dalla linearità dell’articolazione temporale classica.

CLOW TIME è il risultato dell’incontro tra l’opera cameristica di Arnold Schönberg e l’opera cinematografica del regista David Lynch, La musica trasformata arriverà a definire un ambiente finale (il ciclo si ripeterà più volte), di alienazione e incapacità relazionale, liberamente ispirato alla serie di sette brevi cortometraggi: “Rabbits” di Lynch. Movenze ripetitive, frasi fatte e senza nessuna connessione tra loro, andranno a definire un “quotidiano” e un medesimo, ripetitivo, ossessionante “racconto” di alienazione, incomunicabilità e isolamento dell’essere umano contemporaneo.
 

Nessuno vuole bene ad un clown a mezzanotte

In questo tempo di mezzo, dove ad ogni ora può scoccare la mezzanotte, presentiamo le nostre maschere, attraverso la decomposizione e disarmonia sonora di Arnold Schönberg e traendo ispirazione dall’ allucinata visionarietà di David Lynch. Ci facciamo così traghettare da un secolo all’ altro, cercando come il vecchio Diogene “L’uomo”, che abbiamo mascherato perchè possa, se possibile, essere un po’ più sincero.

La scena vedrà comparire e scomparire un’orchestra, tre personaggi antropomorfi e le loro voci fuori campo, un duo di caleidoscopici musicisti, traghettatori contemporanei tra queste effimere apparizioni.