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Dopo NID PLATFORM 2019 dicono di noi ...


Dicono di noi:

 

Roberto Canziani: QUANTE SCENE!

 

Seguite le bussole. Buone pratiche a NID 2019, un expo per ripensare la danza

Non mi stancherò ripetere che Chiara Bersani (a NID 2019 con Seeking Unicorns), Silvia Gribaudi (con Graces), Daniele Nianarello (con Pastorale), Alessandro Sciarroni e Francesca Pennini (che a Reggio Emilia però non c’erano), assieme ai più maturi Virgilio Sieni (Metamorphosis) e Bertoni/Abbondanza (La morte e la fanciulla) sono coloro che in questo decennio ci hanno fatto intravedere quei nuovi territori.

 

Silvia Poletti: IL SOLE24ORE

 

In questo mare magnum in cui operatori e osservatori amano comunque avvilupparsi, la danza appare a tratti in bagliori luminosi ora per intelligenza ora per bellezza. Noi l'abbiamo incontrata, per fare qualche nome, in VN di Cristina Kristal Rizzo e La morte e la fanciulla di Abbondanza Bertoni

 

Laura Crippa: PAROLE DI DANZA

 

NID 2019, (RE)think dance. (RI)pensiamo alla danza dunque, a quella italiana, contemporanea e femminile. Si perchè giovedì 10 ottobre 2019, primo giorno di NID – New Italian Dance Platform, mette in scena prodotti di coreografe donne, fenomeno all’estero non così diffuso e che continua a generare interrogativi nella critica sulla minoranza del successo coreografico rosa. Interessante dunque vedere in successione i lavori di Michela Lucenti, Cristina Kristal Rizzo, Antonella Bertoni (e Michele Abbondanza), Chiara Bersani, Luna Cenere, Susanna Beltrami (e l’artista associata Erika Silgoner), e rilevare come l’impronta di genere non sia poi così marcata.
Poche le linee che conducono da un lavoro all’altro, quasi inesistenti le cifre comuni; forse sono solo le lunghe chiome ad esaltare o annullare il retaggio di quel primigenio peccato originale. Esempio assoluto il noto capolavoro del 2017 La Morte e la Fanciulla di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni sulle note di Franz Schubert. Tre fanciulle (le splendide Eleonora Chiocchini, Valentina Dal Mas e Claudia Rossi Valli) traducono il quartetto D810 del compositore austriaco, spiate dall’occhio amicale della Morte. Una coreografia in bianco e nero dove la danza si insinua fino a cavalcare la propria visceralità. Un lavoro seducente, come può esserlo la Morte, intriso di una poetica ancestrale. Mai nudo fu più appropriato,

 

Mario Bianchi: KLPTEATRO

 

E finiamo con una delle compagnie che riesce ancora, dopo tanti anni di carriera, ad emozionare. “La morte e la fanciulla” della compagnia Abbondanza Bertoni, storico ensemble che seguiamo da oltre trent’anni, propone uno spettacolo che, sulle note del sublime quartetto di Schubert, nella sua complessità racchiude tutto ciò che la grande danza dovrebbe possedere. Ci riesce attraverso le suggestioni di tre magnifiche danzatrici che, nude nella penombra, ci invitano a misurarci con il nostro inevitabile destino di esseri fragili, nella nostra meravigliosa e melanconica caducità.

 

Francesca Pedroni: IL MANIFESTO

 

(…) SVETTANO Abbondanza e Bertoni, il loro La morte e la fanciulla è un fuoco di intelligenza fisica, emotiva, musicale: i due artisti sono tra quelli che reputano sostanziale alla danza ottimi interpreti, una ricerca sul linguaggio del movimento e sulla coreografia. C’è chi pensa non sia più necessario.