Ilaria Bagarolo aka Gary, Edoardo Battaglia, Alice Pan

Alice Pan, Edoardo Battaglia e Ilaria Bagarolo aka Gary si incontrano per la prima volta nel 2023. Dopo aver collaborato in diversi contesti e per artiste e artisti internazionali decidono di sviluppare un progetto comune, instaurando fin da subito una profonda intesa sia a livello artistico che umano. I tre artisti lavorano in sinergia, sfruttando le proprie singolarità in una modalità creativa multidisciplinare; l’approccio fisico e coreografico di Alice è supportato infatti dalle competenze e dall'esperienza nelle arti visive di Edoardo e dalla visione estetica e d’insieme di Gary.


CONCEPT E PERFORMANCE ILARIA BAGAROLO AKA GARY, EDOARDO BATTAGLIA, ALICE PAN
MUSICHE ORIGINALI GIULIO POLLONIATO, MATTEO BERTI 
VOCE ELENA GRIGGIO
ASSISTENZA DRAMMATURGICA FABIO LIBERTI
RESIDENZE E CO-PRODUZIONI STUDIO PRO ARTE (Friburgo, DE) PARTE DI CULTURE MOVES EUROPE, GOETHE-INSTITUT, SD FACTORY (Reggio Emilia, IT), LIVE ARTS CULTURES + VENERE IN TEATRO FESTIVAL (Forte Marghera, IT), VENE.RE RESIDENZE VENETE IN RETE (Teatro Comunale Città di Vicenza e Operaestate Festival), KOMMTANZ 2025 (Passo Nord - Centro di Residenze Artistiche del Trentino-Alto Adige)
FOTO CHRISTIAN KUNSTLE. LORENZA CINI, ROBERTO CINCONZE, ROBERTO DE BIASIO

 

Anatomia di un ricordo nasce dal desiderio che accomuna le storie di Alice, Ilaria ed Edoardo di affondare nelle proprie memorie familiari.
Anatomia, dal greco ἀνατομή-dissezione, e Ricordo, dal latino recŏrdari-richiamare al cuore, si legano per costruire una rivelazione intima e sincera, che corre lungo la linea del tempo. Il titolo scelto evoca un corpo freddo, sezionato metodicamente in ogni sua parte, il quale coesiste con il ricordo, un collante effimero, ma indispensabile, che osserva la realtà attraverso uno sguardo opaco,
liquido.
Il ricordo infatti richiama al presente
qualcosa che non è più qui
o non è più adesso.

Non nella sua forma originale.
E che però, per il solo tornare in cuore
[o corpo],
rivive sentimento concreto,
esperienza diretta.
E’ la possibilità di consultare il passato,
di interrogarlo,
di distendercisi ancora.

 

La parola nutre fin dai primi attimi lo spazio performativo, dove tre corpi accumulati si uniscono, si (ri)plasmano, cadono, come le loro memorie. Nel processo di crescita e distacco portano con sé gesti, segni, immagini dinamiche e alleanze, diventando cassa di risonanza di una memoria tramandata, assorbita inconsciamente; ulteriore testimone ne è il pubblico, che vive insieme ai performer un viaggio fatto di confessioni, segreti di famiglia, rivelazioni.
La memoria diventa così non solo il luogo della nostalgia, ma soprattutto motore, progetto per una costruzione di un nuovo mondo, nuovo sistema d’affetti, nuove “categorie’’ familiari.
Ancora una volta il corpo si trova al centro di una dissezione dolce, poetica e forse a volte dolorosa, frammentata.

 

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