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Try

di
MICHELE ABBONDANZA e ANTONELLA BERTONI

con
ANTONELLA BERTONI

luci
LUCIO DIANA

direzione tecnica
ANDREA GENTILI, ALBERTA FINOCCHIARO

organizzazione  e ufficio stampa
DALIA MACII e FRANCESCA LEONELLI

produzione
COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI

con il sostegno di
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – DIP. SPETTACOLO
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
COMUNE DI ROVERETO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
CASSA RURALE DI FOLGARIA - FILIALE DI ROVERETO

si ringrazia
DANIO MANFREDINI / CID Centro Internazionale della Danza / CRT Centro di Ricerca per il Teatro

 

durata 50’ - anno di creazione 2006

 

Usciamo dal quinquennale ciclo tragico del progetto Ho male all’altro. Si dissolve l’immagine finale di Polis (’05), ultima parte del trittico, con le figure sfinite, immolate sul terzo altare sacrificale. Dopo i percorsi dalla famiglia allo stato e dalla coppia alla massa (Alcesti ’02 e Medea ‘04), sentiamo la necessità di un’atmosfera silente, rarefatta e più intima: come se i riflettori dovessero girarsi, riposizionandosi dall’esterno verso l’interno, dal fuori al dentro, dall’altro al “sé”.

Immaginiamo un corpo solo abbandonato in scena, seme di una nuova genía, testimone di una fine ma anche capostipite e superstite di un’alba diversa. Nelle sue esitazioni e immobilità porterà la sua utopia e questa darà senso al suo essere in vita, perché esigerà contro ogni evidenza che la vita abbia un senso. Inizio di un percorso in solitudine, di una nuova partenza, di un attraversamento.

In quel corpo tutti i corpi e la storia dell’umanità tutta: un corpo femminile, quindi, e siccome prima delle immagini finiscono le parole, la figura umana comparirà innanzitutto come forma; in questo suo essere aura e contorno, abbiamo cercato di capire come l’anima si poteva tenere e intrattenere in quell’involucro profondissimo e come con i suoi strappi e silenzi, sapesse creare il mistero in quella materia che la imprigiona. Materia della stessa sostanza dell’universo (o “dei sogni”, W. Shakespeare.), così abilmente combinata, ma nella quale abbiamo voluto e vorremmo riuscire ancora a percepire, ascoltando attentamente: il vento, il fiume, la montagna da cui ha avuto origine; i parti che l’hanno generata e che genererà; le pietre nelle ossa, il sale e il ferro sciolto nelle sue vene. Una forma che, se agitata da profonda passione, potrà trasformarsi, trasformare la sostanza che contiene in ciò che vi è di più diverso e più lontano da lei.

Michele Abbondanza

Estratti rassegna stampa Try:

E’ un’utopia riuscita, oltre che uno spettacolo bellissimo, Try di Abbondanza-Bertoni attraverso cui il corpo quasi integralmente nudo di Antonella Bertoni contiene, mimetizza ed esaspera fin nell’intimo della pelle (e nella trance del viso) una storia pensierosa e matura.
(...) da non perdere la solitudine radicale, famelica e intemperante della sagoma gagliarda e fluida di lei, certe sue posture quasi selvagge, e il suo linguaggio anatomico che la fa essere una musa randagia e asciutta di Lucian Freud.

Rodolfo di Giammarco, “La Repubblica”, 5 aprile 2009


La coppia firma a quattro mani questo affascinante assolo dove Bertoni mette in scena tutto il suo savoir faire  di ballerina contemporanea. Quasi sempre declinato sul silenzio, [...] ci presenta una danzatrice di nero vestita dai movimenti prima lenti, poi accelerati, quindi esasperati, dispiegando una sontuosa qualità di movimento. [...] Uno spettacolo spoglio, ma realizzato con gran classe.

Sergio Trombetta, “DANZA & DANZA”, luglio/agosto 2007


Silenzio: ci pensa il corpo a parlare. Quello, bellissimo, di Antonella Bertoni. [...] con un assolo, il primo della sua carriera, […] alcune scene riportano alla mente la magia di Truffaut dell’ « Enfant sauvage » [...] Ciò che la sempre più brava (e sempre diversa) artista ha raccontato in questa nuova e affascinante creazione è la nascita di un’identità che passa per forza tra gli ostacoli del dolore, come ben rileva il suo corpo, di magrezza quasi sofferta e tensione vibrante dall’inizio alla fine [...] E un invito inequivocabile a continuare a cercare, sbagliare, imparare dagli errori, provare...«Try», appunto.

Maria Cristina Maggi, “Gazzetta di Parma”, 11 febbraio 2007


[...] il magnifico, elegantissimo «Try» con Antonella Bertoni, un’intensità espressiva indimenticabile tra dolce ironia e travolgente commozione [...]

Valeria Ottolenghi, “ Gazzetta di Parma”, 9 luglio 2008.

 

Un intenso assolo di cinquanta minuti che mette insieme narrazione personale e linee guida che da sempre ispirano la poetica dei due coreografi-performer: una danza svincolata dai codici […] che attraverso il movimento trova la via del sentimento.

Carlo Argiolas, “L’Unione Estate”, 22 settembre 2008

 

[...] un corpo offerto alla danza, plasmato e piegato alle esigenze dei sensi e della mente. Concentrato il viso, quasi virile nei chiaroscuri del palco [...] un’ artista dura e pura che sa sacralizzare il Gesto, un gesto che è già Geist (spirito), anche quando si tratta di bere da un bicchiere.

Klaus Lukas, “Il Giornale della Mezzanotte”, 7 luglio 2008

 

[...] cita l’immobilità. Con un’esecuzione impeccabile e severa [...] portando in scena 3 cartelli [...] l’ultimo, sul palco tra gli applausi finali, eludendo così inizio e fine della performance, insieme al confine del vero e del falso. Qui non si fa niente per finta, si fa e basta.

Giulia Solano, “ Il Giornale della Mezzanotte”, 7 luglio 2008


[...] Lo spettacolo si rivela fin da subito una finestra aperta sulle nuove frontiere del movimento.
Due assoli, muti e sofferti [...] parlano i silenzi e i gesti, più di quanto qualsiasi parola avrebbe potuto fare.
Poi il finale: esplosione di musica e di movimento.
Bertoni ha dato a mio avviso un grande insegnamento a chiunque voglia intraprendere la professione: per muoversi bisogna prima imparare a stare.

Monica Scidurlo, persinsala.it, 3 novembre 2010

 

Ci sono spettacoli che raccontano storie e ci sono spettacoli che scendono nelle profondità dell’anima.
L’assolo di Antonella Bertoni è un denudarsi passo dopo passo, continuando a cercare e cercarsi in un palco vuoto, senza appigli.
In una combinazione perfetta tra musica e silenzi la coreografia cresce e decresce di ritmo, ma il pubblico rimane in sospeso al solo movimento di un braccio.
Antonella Bertoni ha la straordinaria capacità di rendersi presente in ogni parte del corpo, facendo danzare i capelli, la punta delle dita, le scapole, guidando lo spettatore alla riscoperta di ogni più piccolo movimento, di ogni impulso, di ogni pausa.
Lo spettacolo va ben oltre l’abilità tecnica e riesce a creare sul palco un mondo intimo senza spazio né tempo.

Giulia Capodieci, teatro.org, 31 ottobre 2010

2006. Prova d’assolo davanti al pubblico - Drodesera>Centrale Fies; Autunno Danza - Cagliari; Magli Danza - Bienno (BG);Try CRT Teatro dell’arte Milano (prima nazionale - 26 ottobre): Try Teatro alla Cartiera - Rovereto.
 
2007. ATER/Teatro delle Briciole - Teatro al Parco - Parma;  ITC - San Lazzaro (BO); Fondazione Umbria Aspettacolo - Teatro Excelsior - Passaggio di Bettona (PG); Teatro Telaio - Brescia; Festival Interplay - Fonderie Limone - Torino; Teatro delle Voci - Treviso; Vie Contemporanea Festival - Sala Ponte Alto - Ponte Alto (MO); Methodika Festival - Teatro del Centauro - Venezia; Anzichèdanza - Teatro Comunale - Marano sul Panaro (MO); Cantieri teatrali Koreja - Lecce.
 
2008. Teatro Kismet - Bari; Teatro del Lido - Ostia; Inequilibrio08 – Teatro Tenda – Castiglioncello.

2009      Teatro San Marco – Trento; Teatro Modena – Genova; CRT – Teatro dell’Arte – Milano; Teatro Furio Camillo – Roma; Teatro Pubblico – Foggia.
 
2010      Nuovo Teatro Nuovo – Napoli; Spam! – Lammari ((LU); Teatro Pim Off – Milano.
 
2011      Teatro Il Grattacielo – Livorno; Teatro Moderno – Agliana (PT).
 
2014      Teatro Mecenate – Arezzo .